Patrizia Invernizzi Di Giorgio: Il gioco

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Il Gioco
Allora non c'erano parchi
per il gioco, si giocava
per strada
le macchine erano poche.
Gare di corsa sfrenate,
le fronti imperlate di
sudore
e la palla, lanciata
contro gli altri
o così in alto che pareva
di toccare il cielo.
Giochi liberi dagli
sguardi
degli adulti, estati
interminabili,
noi incuranti del caldo,
con la sera
che arrivava troppo
presto
e ci trovava felici e
spensierati.
Oggi giochi virtuali,
soli
nel chiuso della stanza,
riflessi veloci, mani
pronte,
sguardi incollati allo
schermo
o al telefonino.
Ieri sapore di libertà
in quelle ore all'aperto,
sregolate.
Rimpiango il piacere
puro del gioco,
quell'intensa
gioia di vivere, tra urla
e scrosci di risate.